Ian Corless
Categoria: 

INTERVISTA A IAN CORLESS

Sottotitolo: 
Il mondo del trailrunning da dietro l’obiettivo…

Nicola Gavardi
23/8/2013
Tags: 
intervista
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fotografo
trailrunning
2013
skyrace

Tanto per uscire dal vortice presentazione - ripresa gare, abbiamo voluto incontrare e intervistare per voi uno dei migliori fotografi degli sport outdoor attualmente in circolazione....

Non tutti lo conoscono personalmente , ma la maggioranza di noi non ha esitato una frazione di secondo a cliccare “Mi Piace” alle sue foto che appiano puntualmente sui social media. Il motivo? Semplice, quelli di Ian sono very scatti d’autore….

 

Tell us what Skyrunning is for you?

Dicci che cosa è per te lo Skyrunning?

 

It is many things but ultimately, for me, a true Skyrunning race is when we reach altitude and race above the clouds. Of course, so many other aspects come in to play. It is about technical and challenging terrain, altitude, snow, via ferrata and wonderful terrain. Racing above 2000m+ brings so many variables; it tests each and every participant to the limit. To start low, climb to a summit or multiple summits and then descend again for me is the ultimate course. It must make sense, either a point-to-point or a clockwise or anti-clockwise loop. Terrain is not everything though, Skyrunning is people, we are very fortunate in the trail and Skyrunning community to have a great bunch of people who are not only perfect ambassadors for sport but also day-to-day life.

 

E’ molto cose ma ultimamente, per me, una vera e propria skyrace è quando si raggiunge la quota sopra le nuvole. Naturalmente molti altri aspetti entrano in gioco, Si tratta di terreni tecnici e impegnativi, altezza, neve vie ferrate e trail meravigliosi. Gareggiare sopra i 2000m comporta molte variabili; si mette alla prova ogni partecipante portandolo al limite. Partire dal basso, arrampicarsi su una cima o più cime e scendere ancora per me è il massimo in una corsa. Tutto ciò deve avere senso, ossia un punto a punto o un anello in senso orario o antiorario. Il terreno, però, non è tutto. Lo skyrunning è fatto dalla gente. Abbiamo la fortuna di avere nella comunità skyrunning, un gruppo di persone, le quali non sono solo perfetti ambasciatori dello sport, ma anche nella vita quotidiana.

 

 

 

Follow the races in every part of the world. What is the country that best embodies the spirit of skyrunning?

Segui le gare in ogni parte del mondo. Qual è per te il paese che maggiormente incarna lo spirito dello Skyrunning?

 

Skyrunning is many things to different people, however, for me, the home of Skyrunning is Italy. I remember the first time I went to Trofeo Kima, at first I was a little disapoointed, the town/ village was a little more understated than some of the other places I had been but then the race unfolded… stunning technical terrain, runners pitting themselves against the mountain, it really put Skyrunning into perspective, it was Alpinisim but without all the clutter; no ropes, no boots etc It was about running light and fast at altitude, above the clouds, running in the Sky and of course the support was incredible.

 

Lo skyrunning è molte cose per tante persone ,per me, la patria dello skyrunning è l’ Italia. Ricordo ancora la prima volta che venni al Trofeo Kima, all inizio ero un po’ contrariato, il pase era piccolo rispetto agli altri posti in cui ero stato ma la gara si svolse.. splendido terreno tecnico, i corridori contrapposti alla montagna e lo skyrunning messo veramente in prospettiva. Fu alpinismo, ma senza tutto quel disordine: nessuna corda, nessuno scarpone etc.. Si trattava solo di una corsa leggera e veloce in altitudine, sopra le nuvole, correndo nel cielo e il supporto fu veramente incredibile.

 

 

 

 

Usually we speak with athletes. Today we have the opportunity to hear the point of view of the media by a specialist like you ..What role the press play in this sector?

Solitamente parliamo con gli atleti. Oggi abbiamo la possibilità di sentire il punto di vista di uno specialista del settore come te. Quale ruolo gioca la stampa?

 

Media has changed. Particularly in the last twenty four months it has almost been reinvented. Facebook, Twitter and other outlets now enable listeners and followers from all over the world to follow action unfold in real time. I am fortunate to have many strings to my bow. I am a photographer by trade and gave up commercial/advertising work to pursue what I love fully accepting that my ability to earn a living would be compromised. However, with a good website and diversity, it is possible to scrape by. Magazine and digital magazines have a role to play as a medium to communicate a story to the masses, however, in this day and age, consumers want the information now! A race may be one day, but for me it will start months in advance with a race preview. As the event arrives, I will arrine days in advamce to do pre race interviews, videos and photo shoots. I create a buzz about a race well before it happens. When race day comes it is a frenzy of action… I am now in ‘my race’. The race to capture images and a story as the action unfolds. I will tweet and facebook as and when networks allow and then my finish line is after the ‘real’ finish line. I need to download, edit, write and get the action on my website as soon as possible. It is an incredible adrenalin rush. In addition to this, I have my podcast, Talk Ultra, it is published every two weeks. A long show, typically at three hours and it has become a great resource for the trail and ultra community. It provides news, reviews and interviews of all the stars. The show has a great following and it goes hand-in-hand with everything else I do. In actual fact, I firmly believe that it is my podcast that changed the way I know work. It was the catalyst.  I personally haven’t raced for over twelve months, primarily through an ongoing knee injury but also due to a lack of time. Do I miss it? Honestly, no! My race is now following the race and I am lucky, usually pre and post race I get to run with the ‘stars’. It’s a perc of the job! In regard to how the story is relayed to the public, my website can get 50,000 hits per day as people follow a race, Facebook can be more, it all depends how I relay the action. When a race is over that is when you can maximize a story in the media, good imagery is essential for this. I often think that I could write a thousand words and still never get across the message that one picture may tell, particularly in Skyrunning. Our playground is the mountains. It’s an old tag line but ‘a picture is a thousand words!’ The biggest problem for myself and peers is getting what we do recognized and valued. In this digital age, everyone takes photos but there is a big difference between what we do professionaly and what the everyday person does. Photography should be valued and as such it should be rewarded with adequate payment.

 

 

I media sono cambiati. Particolarmente negli ultimi 2 anni è stato quasi tutto reinventato. Facebook, Twitter e le altre piattaforme permettono di ascoltare e seguire in le gare in tempo reale in ogni parte del mondo. Ho la fortuna di avere molte frecce per il mio arco. Sono un fotografo di professione e ho lasciato il mio lavoro di commerciale e pubblicitario per seguire al meglio ciò che amo pienamente accettando anche il fatto che la mia capacità di guadagnarsi da vivere sarebbe stata compromessa. Tuttavia, con un buon sito web e altre piccole opportunità è possibile tirare avanti. I magazine e le riviste digitali hanno un ruolo da svolgere come mezzo per comunicare le storie alle masse, anche se in questi giorni e in questo periodo i consumatori vogliono le notizie ora. Una gara può essere un giorno solo, ma per me inizia mesi prima con una race preview. Come gli eventi arrivano, io mi muovo anticipatamente, facendo interviste e foto pre-gara. Creo un ronzio attorno alla gara ben prima che questa accada. Quando il giorno della gara arriva è un delirio di azione. Ora sono nella “mia gara”. La gara nel catturare le immagini e le storie in azione. Appena possibile utilizzerò twitter e facebook e poi il mio traguardo sarà veramente la linea d’arrivo reale. Ho bisogno di scaricare, modificare, scrivere e mettere tutte le mie azioni on-line il prima possibile. Si tratta di un incredibile scarica di adrenalina. In aggiunta a tutto questo ho il mio podcast, Talk Ultra, che viene pubblicato ogni due settimane. Un lungo show che è diventato anche un grande appuntamento per le comunità trail e ultra. Offre notizie, recensioni e interviste di tutte le star. Lo show ha un grande seguito e va di pari passo con tutto quello che faccio. In realtà, credo fermamente che il mio podcast abbia cambiato il modo di vedere il mio lavoro. Era il catalizzatore.

Personalmente non corro da 12 mesi, soprattutto per un problema al ginocchio e in seguito anche per la mancanza di tempo. Mi manca? Onestamente no. La mia gara  è seguire la competizione e sono fortunato visto che solitamente corro prima e dopo la gara con I migliori atleti. In merito a come la mia storia entra in relazione con il pubblico, il mio sito web può raggiungere circa 50.000 persone al giorno che seguono la gara, Facebook anche di più, dipende tutto da come mi relaziono. Quando la gara è finita per ottenere i maggiori risultati bisogna avere delle buone immagini. A volte penso che se dovessi scrivere migliaia di parole non riuscirei a dare lo stesso messaggio che una foto riesce a dire, particolarmente nello skyrunning. Il nostro parco giochi è la montagna. E’ un vecchio slogan, ma un’immagine che vale più di mille parole. Il problema più grande per me e per i miei colleghi è che non veniamo riconosciuti e valorizzati. In questa era digitale ognuno prende le foto, ma c’è una grande differenza tra ciò che facciamo professionalmente e ciò che la persona di tutti i giorni fa. La fotografia deve essere valorizzata e come tale si dovrebbe essere ricompensati con un giusto pagamento.

 

 

 

Media & Brands. A good cooperation for reaching future goals…

Media & Brands. Una buona cooperazione per raggiungere obiettivi futuri…

Without doubt. Visual imagery communicates the brand within the domain it is intended. For example, if we look at Salomon and Kilian Jornet, they have created a brand and with the help of a stunning runner, a great product and a fabulous media campaign thay have made Salomon one of the most desired brands in the world. That can’t be underestimated. Other brands now are beginning to realise the potential but they need to take the plunge and put a package together. A great runner can win multiple races but if nobody photographs or writes about the achievemnets the opportunity is wasted. I can’t tell you haw many brands contact me saying, ‘You have taken this stunning image of our athlete in a race, we would like to use that image for promotion’. I then tell them what a great idea it is, when you tell them that it will cost them ‘x’, they then say no! It is so narrow minded and it shows a lack of forward thinking. Just think where Salomon would be today if they hadn’t invested four to five years ago.

 

 

Senza dubbio. L’immaginario visivo comunica il brand all’interno del suo terreno d’azione. Per esempio, se guardiamo Salomon e Kilian Jornet, si è creato un brand con l’aiuto di uno splendido corridore, un grande prodotto e una favolosa campagna mediatica che ha reso Salomon uno dei marchi più desiderati al mondo. Questo non può essere sottostimato. Gli altri brand ora stanno iniziando a realizzare le potenzialità ma hanno bisogno di fare il grande passo e mettere insieme un pacchetto d’azioni. Un grande corridore può vincere parecchie gare ma se nessun fotografo o giornalista scrive sui suoi risultati tutto questo può essere sprecato. Non posso dirti quanti BRAND mi contattano dicendomi “ Abbiamo preso questa splendida immagine del nostro atleta in gara e vorremmo utilizzarla per la nostra promozione”. Dico a loro che è una grande idea ma quando si parla che quella foto costa x dicono tutti di no. E’ così una mentalità ristretta e mostra poca lungimiranza.. Basti pensare dove sarebbe Salomon oggi se non avesse investito 4 o 5 anni fa.

 

 

 

 

We love pics that give emotion. How do you capture the best moments of each race?

Amiamo le immagini che ci regalano emozioni. Come riesci a catturare i migliori momenti in gara?

 

That is the secret isn’t it? It’s about the moment, the right location, and the right light. It isn’t an accident; it’s about understanding a race, understanding timing and understanding, which camera and which lens that will best convey a story. With Skyrunning I always give myself certain criteria to fulfill, I must convey technical terrain, vistas, mountains, altitude and so on… I like to use wide angles as I often feel this conveys the runners insignificance within the landscape, however, a wide angle is also great when you get the runner up close, you see everything; the pain, the sweat, the desire to cross the line.

 

Questo è il segreto non è vero? E’ il momento, la luce e la posizione giusta. Non è un caso, si tratta di capire la gara, capire i tempi e capire quale lenti potranno meglio trasmettere la storia. Con lo Skyrunning mi dò sempre alcuni criteri da rispettare. Devo esprimere il terreno tecnico, la vista, le montagne, l’altezza e così via.. Mi piace usare il grandangolo dando l’idea dell’insignificanza del corridore in  mezzo a tutto quel paesaggio. Tuttavia un ampio angolo è grande anche quando si “prende” il corridore da vicino; vedi tutto: il dolore, il sudore, il desiderio di arrivare al traguardo.

 

 

 

When you see a Skyrunner engaged in a race what is the first thing that you see in his face? Love for running, pain, fatigue, dreams….

Quando vedi uno Skyrunner impegnato in una gara qual’è la prima cosa che vedi sul suo viso? Amore per la corsa, dolore, fatica, sogni..

 

Every face has a different story. In 2012 I did a project called ‘Faces of Ultra’ which honed in on exactly this; tears, joy, salt, agony and emptiness all on different faces. I have seen so many different reactions and this for me is why I love the finish line. It is here that each runner makes a release; I want to be in the arena to capture it.

 

Ogni faccia ha una storia diversa. Nel 2012 ho realizzato un  progetto chiamato “Faces of ultra”  che parla proprio di questo; le lacrime, la gioia, il sudore, l’agonia e il vuoto in facce diverse. Ho visto molte differenti reazioni ed è per questo motivo che amo il traguardo.  E’ qui che ogni corridore si libera e voglio essere lì pronto a catturare quel momento.

 

 

 

 

Trail running & Skyrunning. Two disciplines & two ways of interpreting running in wilderness. Which of one give you more emotion?

Trail running & Skyrunning. Due discipline e due modi d’interpretare la natura. Quale di queste riesce a darti maggiori emozioni?

 

I have to say that Skyrunning provides me with the greatest variety of emotion but that is not at the loss of Trail Running. You see, it’s the same people often that do both; I personally don’t think the faces change too much. What does change is the vista, the playground, the environment in which the runner is performing, this for me is the difference. I look at images from Trofeo Kima with ropes, chains and vertical drops, often you don’t see the face, you don’t need too… you look at the place and the vista and suddenly the emotion is conveyed.

 

Ho detto che lo Skyrunning mi offre una grande varietà di emozioni ma non è da meno il Trail Runnig. Come puoi vedere, le stesse persone praticano entrambe le discipline.. Personalmente non penso che cambi molto. Quello che cambia è la vista, il campo d’azione, l’ambiente in cui il corridore si esprime, è questa per me la differenza. Guardo le immagini del Trofeo Kima con le corde, le catene e i salti verticali, spesso non si vede la faccia, non ne hai bisogno.. guardi il posto, il paesaggio e improvvisamente l’emozione viene convogliata.

 

 

 

 

Which athletes embody the best way to experience mountain running?

Quale atleta incarna al meglio lo skyrunning e la corsa in Montagna?

 

We are extremely fortunate to have so many talented and beautiful people take part in our sport. I am extremely lucky to have witnessed both sides of many of our ‘stars’. Spending time before, during and after a race provides me with a complete picture and I have to say our sport and the people within it are wonderful. Some attract the media and embrace it, others shy away and try to avoid it while others accept it’s a part of the job and do what must be done. For me, I need to try and find that balance. I certainly in time have learnt to be a little more relaxed around these people, but I am avoiding the question! Well, I am not really; I feel that I need to provide perspective.

Without doubt, Kilian Jornet is the ultimate ambassador for our sport. He has elevated interest to another level and having witnessed the media and public frenzy around him, he is, without doubt 100% professional. It must be so exhausting for him pre and post race. But never, never have I seen him say no to a photography or autograph. The public love him and why wouldn’t they?

Emelie Forsberg and Anna Frost (Frosty) have also embraced what mountain and Skyrunning is. It’s not about running, it’s about community, friendship and time together. Yes, they are competitive but as Emelie says, ‘It’s the memories that count. It’s those special moments from racing or training that she will hold on to and remember in future years’.

I could go on, Marco De Gasperi, Nuria Picas, Luis Alberto Hernando… so many great inspirational people.

At the Trans D’Havet within the men’s race we witnessed a beautiful moment for the sport, when two champions put competition aside and crossed the line together, Luis Alberto and Kilian did more for the sport in that moment than any individual victory. Kilian has said, ‘Trail running is not about running’.

 

 

Siamo estremamente fortunati ad avere tanti talenti e belle persone facenti parte di questo sport. Sono estremamente fortunato a poter vedere i “lati” di molte “star”. Passare con loro il tempo, prima, dopo e durante la gara mi permette di avere una visione completa e devo dire che la nostra disciplina e le persone al suo interno sono meravigliose. Alcuni attraggono i media, altri evitano e cercano di evitarli, mentre altri ancora accettano che sia una parte del lavoro che va svolta. Devo trovare il giusto bilanciamento. Certamente con il tempo ho imparato ad essere molto più rilassato attorno a queste persone, ma sto evitando la domanda. Beh non lo sono.. Sento che devo fornire una prospettiva.

Senza dubbio Kilian Jornet è l’ambasciatore d’eccellenza del nostro sport. Ha portato l’attenzione ad un altro livello creando l’interesso del pubblico e dei media. E’ professionale al 100%. Deve essere così faticoso per lui il pre e il post gara…ma mai, mai ho visto dire di no ad una fotografia o ad un autografo. Il pubblico lo ama.. e perché non dovrebbero?

Emelie Forsberg e Anna Frost si sono dedicate anche loro alla montagna e allo skyrunning. Non si tratta solo di correre, si tratta di un gruppo, di amici che passano il tempo insieme. Si, sono competitivi ma come Emelie dice “ Sono i ricordi che contano. Sono questi speciali momenti in gara e negli allenamenti che porteremo addietro negli anni”

Potrei andare avanti con Marco de Gasperi, Nuria Picas, Luis Alberto Hernandez.. altre grandi persone ispiratrici.

Alla Tran’s D’Havet, all’interno della gara maschile, abbiamo assistito a un bel momento di sport quando i due campioni hanno messo da parte la loro competitività tagliando il traguardo insieme. Kilian e Luis Alberto hanno fatto in quel momento molto più per lo sport che per una vittoria individuale. Il trailrunning non è solo corsa.

 

 

 

 

As media specialist would you like to give any advice to ISF (International Skyrunning Federation)?

Come specialist del settore vorresti dare qualche consiglio all’ ISF (International Skyrunning Federation) ?

 

The ISF have a vision for the sport and I have been involved in that vision, particularly in 2013. I communicate with them on a regular basis and it is an evolving process. We have seen substantial growth in the last eighteen months and that came about with Marino Giacometti and Lauri van Houten acknowledging that the ultra distance would bring something new to the sport. Look at Transvulcania in 2012, it became the event of the year and that has now spread into other events. In 2013, Ice Trail Tarentaise had it’s first edition, it is a pure Skyrunning race almost going back twenty years to Marino’s original vision of moving fast and light within an Alpinist environment. Ice Trail had it all, snow (lots of it), glaciers, trails, altitude and vertical gain over 5000m+.The Skyrunner World Series should be about the best of the best. Of course an opportunity for all should be considered and the inclusion of races in the USA will always mean that due to certain parameters that all Skyrunning boxes cannot be ticked. However, on a world stage, we all want Skyrunning to be seen and recognized as something unique, different and challenging. Something to aspire to, something that makes those on the outside, look in and say, ‘I want some of that’ and that applies for Vertical Kilometer, Sky or Ultra. It’s an exciting time for this sport!

 

L’ISF ha una visione di questo sport e nel 2013 sono stato coinvolto nel progetto. Comunico con loro regolarmente e è un processo in evoluzione. Abbiamo visto una sostanziale crescita in questi ultimi 18 mesi e viene soprattutto dal fatto che Marino Giacometti e Lauri Van Houten abbiamo riconosciuto che le ultra distanze avrebbero portato qualcosa di nuovo a questa disciplina. Guarda la Transvulcania 2012, è diventata l’evento dell’anno e ora si è diffusa in altri eventi.. Nel 2013, la prima edizione dell’Ice Trail Tarantise è stata una pura gara di skyrunning, vent’anni dopo la visione delle gare di Marino, come competizioni veloci leggere e in ambiente alpino. L’Ice Trail aveva tutto: neve (molta), ghiacciai, sentieri, altezza dislivello totale di oltre 5000 m+. La skyrunner World Series dovrebbe essere il meglio del meglio. Naturalmente un’opportunità per tutti potrebbe essere quella di considerare l’inclusione di gare negli Usa anche se significa accettare alcuni parametri che solitamente non vengono attenuti. Tuttavia, in un palcoscenico mondiale, vogliamo tutti che lo Skyrunning possa essere riconosciuto come qualcosa di unico, differente e stimolante. Qualcosa a cui aspirare, qualcosa che faccia dire a chi sta fuori da questo mondo “Voglio qualcosa di questo”  e che si applichi per il Vertical, le Sky e le Ultra. E’ un momento eccitante per questo sport.

 

 

GUARDATE ALCUNI SCATTI DI IAN....

 

 

 

 

 

 

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