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ADAMELLO SKI RAID

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Covid e infortuni rimescolano le carte. Ecco i nostri nuovi favoriti…

7/4/2021
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L’ultima tappa di Coppa del mondo ha mietuto vittime importanti in "Casa Italia". Saltano diverse teste di serie…

Covid, semplice influenza e infortuni rimescolano le carte in tavola all’Adamello Skiraid, l’ultima grande classica della stagione. Rispetto alla lista partenti precedentemente annunciata, sono diversi i big costretti a alzare bandiera bianca. Tra loro spiccano nomi illustri come Robert Antonioli, Davide Magnini, Michele Boscacci, Alba De Silvestro, Ilaria Veronese, Matteo Eydallin, William Boffelli, Nadir Maguet, Nicolò Canclini e Alex Oberbacher.

 

 

 

 

AL MASCHILE:

Un vero Tsunami che fa saltare i pronostici e riapre i giochi. In attesa degli ultimi tamponi pre gara (ad ogni atleta è richiesto un certificato di negatività) i favori dei pronostici sono per l’inedito duo composto dall’austriaco Jakop Herrmann e dal transalpino William Bon Mardion, due veri atleti da long distance. Attenzione però ai nazionali svizzeri Martin Anthamatten e Marti Werner, qui già a podio nel 2017. In lizza per un posto sul podio anche i francesi Samuel Equi e Thibault Anselmet. Ruolo di outsider per gli esperti Pietro Lanfranchi – Filippo Beccari e per gli azzurri Andrea Prandi – Federico Nicolini.   

 

 

 

GARA IN ROSA:

Difficile un pronostico al femminile, ma una cosa è certa… sarà bagarre. I riflettori saranno per le azzurre del Cs Esercito Giulia Murada – Giulia Compagnoni, ma vista distanze e dislivello le chance di successo sono egualmente divise con la coppia composta da Mara Martini e Elena Nicolini. Non dimentichiamo poi le due atlete di casa Corinna Ghirardi e Bianca Balzarini.

 

 

 

 

LA GARA:

Una vera e propria long distance (34 km con un dislivello positivo di 3.180 metri, al femminile si 30 km 2.560 m D+) di quelle che fanno sognare e al contempo mettono paura. I passaggi in quota sono previsti ai 2.610 metri di Passo Paradiso, quindi ai 2.860 metri della Seletta Sgualdrina, ai 3.000 metri di Passo Presena, ed ancora ai 2.400 metri del Lago Mandrone, ai 2.990 del Passo Tre Denti. Spettacolari e tecniche sono anche le discese, su tutte la Fossa del Diavolo nella prima parte di gara, quindi il discesone finale verso il traguardo. E poi la suggestione del passaggio nella galleria militare per l'occasione perfettamente innevata anche all'interno.

 

 

 

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