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LA SPORTIVA LAVAREDO ULTRA TRAIL

Sottotitolo: 
La prima volta del tedesco Hannes Namberger...

26/6/2021
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Marco De Gasperi il primo azzurro. Tra le donne vittoria francese  di Camille Bruyas.

La Sportiva Lavaredo Ultra Trail regala spettacolo ed emozioni dal primo all’ultimo metro. Emozione è stata fin dalla partenza per i 1200 concorrenti, alle 23 di venerdì 25 giugno, per la gara più prestigiosa e massacrante tra le quattro del fine settimana proposte a Cortina d'Ampezzo (Belluno) nella quattro giorni dedicata alla Lut: 120 chilometri di sviluppo e 5.800 metri di dislivello positivo. Tanto pubblico, applausi calorosi e musica a scaldare gli animi per una partenza da brividi, anzi partenze da brividi, perché lo start quest’anno è stato scaglionato in tre (un “via” ogni dieci minuti) per evitare il più possibile assembramenti e garantire il rispetto delle normative sanitarie anticovid.

 

Pronti – via e subito a prendere le redini del comando è uno dei favoriti, lo spagnolo Andreu Simon Aymerich. È lui a transitare in testa al primo rilevamento, quello di Ospitale dopo 10, abbordabili, chilometri. A seguirlo, a una manciata di secondi, l’altoatesino Andreas Reiterer, con lo svedese Carl Sӧrman un minuto dietro. Passano i chilometri e trascorrono le ore della notte e la situazione non cambia. Anzi sì: perché ad affiancare Aymerick in testa arriva il tedesco Hannes Namberger che nei primi chilometri era partito senza forzare troppo. Sono loro due a viaggiare in testa, di fatto appaiati  e scavando un vantaggio di assoluto rispetto sul resto del gruppo dei migliori: corrono forte sui sentieri verso Misurina e il rifugio Auronzo (ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo) e poi ai passaggi del lago di Landro, di Cimabanche e della Val Travenanzes. Mentre tanti favoriti “saltano”, Namberger prende il comando e a Col Gallina, nei pressi del Passo Falzarego, ha una cinquantina di secondi su Aymerich. Al passo Giau, chilometro 104, il tedesco e lo spagnolo passano insieme. Nel tratto che va dal Giau a Forcella Ambrizzola, Namberger però cambia marcia e nel giro di sei chilometri scava un gap di quasi tre minuti tra lui e l’iberico. Un gap che nell’ultimo tratto, quello in discesa da Croda da Lago (km 111) all’arrivo, diventa di 7 sette minuti. Apoteosi per Namberger in Corso Italia, accolto da un pubblico festante che il bavarese di Ruhpolding ringrazia con inchini e applausi. 12h02’12”: questo il responso del cronometro che sancisce il nuovo record della manifestazione. Aymerich arriva, stremato, in 12h09’13” mentre a completare il podio, bissando il terzo posto del 2017, è il norvegese Sebastian Krokvig.

 

Primo azzurro, sesto, il valtellinese Marco De Gasperi, alla sua prima esperienza alla Lut. «Su queste distanze mi definisco uno studente impreparato e dunque sono partito accorto» spiega il più volte iridato della corsa in montagna. «Nei primi chilometri ero fuori dai venti, poi salendo verso il Passo Tre Croci le gambe andavano abbastanza bene e ho cominciato a risalire posizioni verso Misurina e poi verso il rifugio Auronzo. A questo punto l’obiettivo è diventato il quinto posto ma uno sbaglio di percorso a un bivio mi è costato quei pochi minuti che mi hanno “relegato” in sesta posizione. In ogni caso, sono soddisfatto: ci tenevo ad esserci e ci sono stato, da protagonista».
La gara in rosa ha visto il successo di Camille Bruyas: la francese si è imposta con il tempo di 14h06’16”, precedendo la statunitense Katie Schide (14h28’21”) e la svedese Mimmi Kotka (14h51’09”). Prima italiana un’atleta di casa: l’ampezzana Barbara Giacomuzzi, ex azzurra dello sci di fondo, undicesima.

 

 

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