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Silvano Campestrin
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ALTA VIA 1 DELLE DOLOMITI IN 22 ORE E 12 MINUTI

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Ecco l'ultima impresa di Silvano Campestrin...

Redazione
2/11/2013
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Record assoluto per l'ultramaratoneta valsuganotto di Strigno che corre nel team Salomon. La via, solitamente divisa in diverse tappe, è stata percorsa in un unico giorno e in completa autonomia...
 

Di solito la si percorre in una dozzina di tappe. Invece Cristiano Campestrin, atleta azzurro di ultramaratona inserito nel Team Salomon (anno 1972 di Strigno Valsugana), ha deciso di affrontare l'intera «Alta Via 1 delle Dolomiti» di corsa, in un unico giorno e in completa autonomia. Ce l'ha fatta in 22 ore e 12 minuti, in un'impresa che non è solo atletica, ma anche di scoperta naturalistica e umana: 125 chilometri e 7.300 metri di dislivello positivo portando con sé tutto quanto può servire, senza il supporto di organizzatori o volontari a indicare la strada o a fornire liquidi e alimenti lungo il tragitto; un cammino, o meglio una corsa, dentro se stessi.
Campestrin non è nuovo a queste distanze e a questo tipo di fatiche, avendone affrontate anche di più lunghe nell'ambito di molte competizioni. All'inizio dell'estate, però, ha deciso di preparare questa sfida dai toni epici. L'Alta Via 1, ideata nel 1966, parte dal Lago di Braies in Alto Adige per giungere a Belluno dopo aver attraversato i luoghi più celebri e ricchi di fascino delle Dolomiti: Croda del Becco, Fanes, Lagazuoi, Tofane, Giau, Pelmo, Civetta, Moiazza, San Sebastiano, Pramper, Cime de Zità e Schiara.

 

Cristiano voleva partire in giugno, per sfruttare le giornate più lunghe dell'anno, ma un calo di forma fisica lo ha costretto a posticipare. Ha quindi ripreso ad allenarsi ma i mesi successivi sono stati caratterizzati da una lunga serie di temporali. Con attento occhio al meteo, ha trovato una «finestra» - tra una precipitazione e l'altra - il 29 agosto: lì è cominciata l'avventura.
«Avendo l'idea della completa autonomia - racconta - mi sono posto l'obiettivo di esserlo dall'inizio alla fine, dunque anche nel percorso di avvicinamento. Ci sono voluti quattro diversi autobus e una mezza giornata per arrivare al punto di partenza, al Lago di Braies. Alle 14.30 avevo lo zaino in spalla, pronto a cominciare la corsa».
L'impresa dura il pomeriggio, la notte e il giorno seguente; le difficoltà non mancano. «Questo affrontare la fatica rappresenta un processo di conoscenza dei propri limiti. Mano a mano che si va avanti si tolgono tutte le maschere, i comportamenti e le abitudini: si resta soli con ciò che si è. È in questa situazione che ho scoperto in me risorse nascoste».

 

 

Risorse con cui affrontare alcuni seri ostacoli: il più impervio, lo stomaco che si chiude e non accetta più né i liquidi né i gel zuccherini che Cristiano ha nello zaino. «Quella di non riuscire a bere è una difficoltà che mi ha accompagnato per ben 10 ore, da circa la metà e fino alla fine della corsa, tanto che poi si è fatta sentire anche nei giorni seguenti». Non è stata comunque l'unico imprevisto: «In piena notte ho trovato un cantiere forestale, poco dopo Passo Duran, con tronchi di abete abbattuti a precludere il cammino e a trasformare il sentiero in un intricato labirinto. A un certo punto ho anche sbagliato strada: un rischio che avevo messo in preventivo, specialmente di notte, e che invece mi ha sorpreso all'albeggiare, probabilmente perché vedere le prime luci mi aveva portato un lieve calo di concentrazione. È avvenuto nei pressi del rifugio Sommariva al Pramperet: un punto dove la montagna è meno frequentata e i sentieri meno segnati. Sono tornato sui miei passi, ho ritrovato la via e ho proseguito. L'allungamento del percorso avrebbe potuto procurarmi qualche brutto scherzo a livello emotivo, ma ho trovato la forza e la lucidità per superare anche questo. Temevo poi molto la parte finale, con la ferrata che scende per 800 metri: piuttosto tecnica e dunque rischiosa dopo tanta fatica».

 

Normale, ora, chiedersi se Cristiano tenterà altre imprese come questa. «La mia idea è quella di procedere con questa conoscenza: delle Dolomiti e di me stesso». Cristiano durante la stagione ha partecipato con il Team Salomon anche a numerose competizioni, fra le quali il Sellaronda Trail Running, al termine del quale ha ottenuto il 14esimo, ottenendo il secondo posto assoluto nel circuito Salomon Trail Tour Italia 2012 e tanti piazzamenti sul podio.
 

Commenti

Bravo a Cristiano.Speriamo pero' che futuri emuli siano ben consapevoli a cosa vanno incontro...principalmente sul terreno alpinistico.

Beh! Si spera solamente... che nn inizi in tutte le alte vie adesso non se n'è puo piu!

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