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VAL BREVETTOLA SKYRACE 2019 - VILLADOSSOLA (VB)

Sottotitolo: 
Il 28 Luglio si corre la 4ª edizione. Save the date...

8/3/2019
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A fine luglio la 4ª edizione con tante novità e la carica di un gruppo organizzatore sempre in grado di sorprendere...

Molti la considerano la vera rivelazione tra le skyrace dell’alto Piemonte. A dirlo sono stati, negli ultimi anni, atleti del calibro di Paolo Bert, Daniel Antonioli, Emanuela Brizio. Di certo si tratta di uno degli eventi che più ha fatto parlare di questo sport nel nord ovest.

Val Brevettola Skyrace tornerà, quest’anno, il 28 di Luglio, con tante novità e la carica di un gruppo organizzatore sempre in grado di sorprendere.

 

 

 

UNA STORIA TOCCANTE

La storia di questo evento unisce lacrime e speranza, il dolore e la forza di andare avanti. È una storia che inverte l’ordine delle cose: perché qui la morte non è un punto, ma la lettera maiuscola all’inizio di una nuova frase.

Tutto partì quando, nel gennaio del 2016, una valanga portò via la vita e le speranze di due ragazzi poco più che ventenni. Una tragedia che, a Montescheno, borgo di 400 anime in provincia del Verbano Cusio Ossola, fece sprofondare l’intero paese in un baratro, sommerso da un evento che nessuno si sarebbe aspettato.

 

 

 

DALLA MORTE ALLA VITA

Val Brevettola Skyrace è l’evento che gli amici dei due ragazzi, nei mesi seguenti, idearono e presero come impegno per conservare la memoria dei propri compagni. Volevano che il ricordo di quei giovani passasse attraverso ciò che avevano trasmesso loro: il senso dell’amicizia, quello di comunità e la passione per la montagna. Ne nacque una skyrace strutturata su un percorso particolare: quello su cui, da più di 400 anni, si percorre la processione più antica di tutte le Alpi, il Lautani. Montagne selvagge, aspre, colori accesi e un panorama da favola. Con la carica emotiva di un’intera valle a dare la spinta umana.

 

 

UNA GARA DA BRIVIDI

Emanuela Brizio, ex campionessa del mondo di skyrunning, affermava che poche gare come questa le avevano fatto percepire i brividi a fior di pelle. “C’è un tifo sul percorso che si trova raramente- hanno commentato in coro, nel Luglio scorso, Paolo Bert e Daniel Antonioli, al termine della loro gara. -Un arrivo spettacolare e un percorso bellissimo: qui si corre sulla vera montagna”. Le emozioni sono forse il punto forte di un evento che sfoga, ogni anno, la rabbia per una tragedia in un’espressione di gioia immensa.

 

 

 

IL TRACCIATO

Gli atleti si trovano a percorrere un anello di 20,8km, con 1860m di dislivello positivo distribuiti su due salite impegnative. Probabilmente il percorso più tecnico tra le skyrace ossolane, che porta a correre su una montagna vera, lontana dal turismo di massa e conservata nella propria purezza. Paesaggi mozzafiato, tifo lungo tutto il percorso e l’arrivo in un paese che accoglie da vincitore anche l’ultimo concorrente. Un contesto completo in grado di colpire anche lo CSEN, che ha reso l’iniziativa “campionato italiano di skyrunning” prima individuale e, il 28 Luglio prossimo, a squadre.

INNO ALLA VITA

“Il nostro obiettivo ora? Raccontare, raccontare e raccontare la nostra storia- spiegano dall’organizzazione. – Quello che abbiamo fatto e continuiamo a fare testimonia che può esistere un modo per affrontare la morte, anche nella sua forma più tremenda, quella giovanile, trasformandola in una spinta in avanti con la forza del passato costantemente sulle spalle. Con le prossime edizioni cercheremo di far sì che questo messaggio di speranza raggiunga sempre più persone”.

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