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NICOLA GOLINELLI L'ATELTA RIVELAZIONE DELL'ESTATE 2010

Maurizio Torri
13/8/2010

CORSA IN MONTAGNA O SKYRUNNING, QUANDO LA STRADA COMINCIA A SALIRE BISOGNA SEMPRE E COMUNQUE FARE I CONTI CON L'INGEGNERE LECCHESE!!

Leggi l'intervista al Campione Mondiale ISF di Combinata...

Campione mondiale di combinata e punta di diamante della nazionale italiana di skyrunning, Nicola Golinelli è a tutti gli effetti uno degli atleti più interessanti nel palcoscenico nazionale di corsa in montagna. Schivo, sempre concentrato sui propri obiettivi, l’ingegnere lecchese ha dimostrato a suon di risultati di essere un vincente. Alla luce dell’argento iridato nel Vertical di Canazei e del 5° posto centrato pochi giorni fa a Premana, lo abbiamo incontrato per un’intervista a tutto campo.

Dovessi definire l’atleta Nicola Golinelli, diresti puro scalatore o corridore completo?

«Per natura sono scalatore e, probabilmente, dovrei dedicarmi a allenamenti atti ad esaltare al massimo questa mia dote e quindi rendere al meglio su percorsi solo salita… Però la cosa mi sembra un pò limitativa e quindi cerco di non fossilizzarmi troppo su questa mia peculiarità. Preferisco provare, con l'allenamento, a completarmi anche sui percorsi mossi e sulle discese».

Da corridore di buon livello, semi sconosciuto al di fuori dei confini lecchesi, a campione del mondo di combinata nello skyrunning. Come motivi questa tua recente esplosione?

«Ho ripreso a fare attività agonistica dopo parecchi anni di stop a causa di impegni lavorativi, infortuni e non ultima la mancanza di voglia nel fare competizioni. Appena il lavoro me lo ha permesso, ho voluto mettermi alla prova e vedere se il motore era ancora in grado di girare nonostante l'età e il lungo stop (circa 4 anni). Fortunatamente ho notato subito che non avevo perso lo smalto. L'anno scorso il mio valore sportivo era pressoché identico a quello odierno, ma ho corso molte gare con il “freno tirato”».

Il motivo?

«Non conoscevo i percorsi e avevo quasi "soggezione o timore reverenziale" nell' attaccare o provare a battere i "top runner". Mi è servito quindi un anno di tirocinio per prendere le misure agli avversari e fare comunque un pò di rodaggio al fisico, perdere chili e riacquistare forza».

Corsa in montagna, skyrunning o bici da strada quali di questi sport preferisci e quale ti ha dato maggiori soddisfazioni?

«Quello preferito è il ciclismo (mi rilassa), ma maggiori soddisfazioni le ho avute dallo skyrunning. Secondo me la soddisfazione è direttamente proporzionale alla sofferenza patita per raggiungere un risultato e, nello skyrunning, di sofferenza ce n'è da vendere. Che soddisfazione si può avere nell'ottenere qualcosa senza fatica?».

Hai un atleta di riferimento nel mondo della corsa in montagna/skyrunning o che stimi particolarmente?

«Non ho dubbi, Kilian Jornet, Marco De Gasperi e Jonathan Wyatt. Nelle loro specialità sono i numeri uno, il punto di riferimento assoluto. Quando un atleta deve valutare il valore della propria prestazione lo deve fare rispetto a un riferimento assoluto. Scopo del mio allenamento è avvicinarmi quanto più possibile a loro… il sogno è batterli. Uno l'ho già messo dietro su un percorso a me favorevole».

La tua miglior gara e quella nella quale proprio non ti sei piaciuto?

«La migliore la Stava SkyRace 2010. Nonostante ne abbia combinate di tutti i colori, alla fine ho fatto il record senza accorgermene. La peggiore Trento – Bondone: sono saltato dopo 2 km perché ho corso stanco e controvoglia, ma mi è servita da lezione. La prossima volta che sarò nelle stesse condizioni, me ne resterò a letto».

Famiglia, Lavoro e Allenamento. Riesci a conciliare il tutto?

«Fino ad oggi mi sono sempre allenato cercando di non andare mai a discapito del lavoro. La cosa è molto stressante perché è come avere due lavori: finisci il primo, ti cambi e via di corsa a fare il secondo turno. Per fortuna ho l'appoggio e la completa collaborazione di mia moglie Irene altrimenti la cosa sarebbe impossibile. Certo è che, alla lunga, la cosa è insostenibile e tantomeno è impossibile sfruttare al massimo il proprio potenziale. Ogni anno dico che è l'ultimo, poi qualcosa mi spinge a continuare».

Qual'è il segreto o la peculiarità dell'atleta Nicola Golinelli?

«Probabilmente la testa: quello che ho perso a livello fisico invecchiando, riesco probabilmente a compensarlo grazie alla mia caparbietà e determinazione nel pormi degli obbiettivi e raggiungerli tramite gli allenamenti».

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