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FREERIDE TRA INCUDINE E MARTELLO!!!

Maurizio Torri
14/2/2010

CONTINUA A FAR DISCUTERE LA PROPOSTA DI INASPRIMENTO PENE PER CHI SI AVVENTURA IN FUORIPISTA E PROVOCA VALANGHE...

La repressione a priori sarà anche sbagliata, ma qualcosa va fatto!!! Leggete questa lettera giunta in redazione

Mi trovo a scrivere questa lettera dopo i tragici eventi di domenica 7 febbraio 2010. Da anni ormai si ripete un triste copione, ogni volta che la neve cade copiosa sui monti. La domenica sera, impotenti, assistiamo alla stilatura del bollettino di guerra, con morti feriti e dispersi in valanga.

E' innegabile, la montagna é oggi accessibile a migliaia di persone, e purtroppo solo poche di queste hanno dimestichezza con l'ambiente alpino. Come molti appassionati di montagna negli anni ho cercato di uscire dai canali affollati e congestionati del turismo di massa. Prima timidamente, poi sempre piú consapevolmente e in maniera evoluta.

Ad oggi pratico una bellissima disciplina, il freeride. Lo sapete bene quanto me che cosa sia. Unisce la libertá e l'avventura dello sci alpinismo al brivido e alla velocità dello sci da discesa. Il tutto nello stupendo palcoscenico delle Vostre stupende montagne.

Nella nostra grande tribù, che si nutre di sensazioni e si tiene unita nei forum, ci sono persone di ogni tipo. Professionisti, laureati, operai, studenti,artigiani. Persone unite da una grande passione. Provate a leggere le pagine dei forum, troverete rispetto per la montagna, umiltà e serietà. Nessuno di noi metterebbe in pericolo un amico o uno sconosciuto.

Ma la moda dilagante, il progresso dei materiali, soprattutto degli sci, il fiorire di film e video in cui atleti eccezionali compiono discese mozzafiato hanno distrutto il nostro (vostro) giardino incantato. Tanta, troppa incuria.

Troppe persone si avventurano in "fuoripista" senza minime cognizioni. Senza sapere cosa sia l'autosoccorso, senza avere arva pala e sonda, senza degnare di uno sguardo i bollettini. E allora capitano incidenti, tragici e irreparabili. ?Ora si rincorrono voci di sanzioni elevatissime, giri di vite, divieti assoluti. Leggi anacronistiche che ci piovono addosso.

Siamo tra l'incudine e il martello. Odio anche pensarlo, ma se le cose non cambieranno, se non ci saranno regole ferree da seguire, se non si responsabilizzeranno gli sciatori sul fuoripista io, o meglio noi, saremo costretti a migrare.?

Se non seguiremo la strada già tracciata da paesi più attenti del nostro, con A.P.S. obbligatori per sciare fuoripista, un servizio di controllo (tipo ski patrol statunitensi o pisteur francesi) dei bollettini efficienti e unificati, settorializzati per aree delimitate, non per province, allora non ci sarà più possibilità di andare in montagna in libertà.?

La montagna è sempre stata simbolo di libertà e natura. Viverla in modo diverso da quello che amiamo è come vivere a metà la vita. Per questo, se le leggi me lo impediranno, sarò costretto a lasciare le nostre alpi, e spingermi in Svizzera,Austria, Francia. Nazioni che rispettano il nostro sport, che hanno raggiunto un equilibrio, e hanno posto regole precise che tutti rispettano.?

Credo che solo voi, operatori turistici, enti pubblici, società di guide e soccorso alpino, potrete trovare una via per uscire da questa sgradevole situazione, raggiungere quell'equilibrio che già esiste e funziona. E sono certo che lo farete, nel migliore dei modi. ?

Mi scuso se mi sono dilungato, ma l'argomento è molto sentito da chi, come me e di sicuro anche voi, vorrebbe vivere la montagna in libertà e sicurezza, senza sentirsi un fuggiasco o un fuorilegge.?Spero per tutti che la ragione e l'esperienza prevalgano sulla decisione politica, che fa notizia ma che con la montagna e le sue leggi naturali, non ha proprio niente a che vedere.

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