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PER LE CIASPOLE SI E’ RIAPERTO IL SOGNO OLIMPICO

Maurizio Torri
11/3/2010

Dalle nevi della val di Non a quelle olimpiche di Vancouver. E le ciaspole, seppur non ufficialmente sono sbarcate alle Olimpiadi invernali di Vancouver

Si è svolto infatti sabato 27 febbraio a Grouse Mountain nel British Columbia, a pochi chilometri da Vancouver, il World Snowshoe Invitational, una competizione dimostrativa di corsa con le ciaspole

Sfruttando la risonanza delle Olimpiadi invernali di Vancouver 2010 (a Torino il Cio aveva bloccato ogni manifestazione dimostrativa), questa particolarissima e ormai praticatissima disciplina si è mostrata ancora una volta al mondo intero e gli appassionati, nonché gli organizzatori delle più importanti manifestazioni di corsa con le ciaspole (tra cui, ovviamente, anche il patron della Ciaspolada, Gianni Holzknecht, ma, in ambito italiano, non va dimenticata la “Racchette in valle” che si tiene a Pragelato), hanno ribadito il proprio desiderio di vedere inserita la corsa con le racchette da neve nel programma dei Giochi Olimpici Invernali.

L’idea di organizzare una manifestazione di questo tipo sullo scenario sportivo di maggiore interesse in questo momento, ossia quello olimpico, nasce dal desiderio dimostrato sia in Nord America sia in Giappone e in Europa di inserire la corsa con le racchette da neve in ambito a cinque cerchi, in una delle prossime edizioni dei Giochi Invernali. L’interesse che il CIO potrebbe dimostrare verso questa disciplina è da ricercarsi sia nel gesto sportivo della corsa sulla neve, che al momento non esiste in nessuna sua forma nell’edizione invernale dei Giochi, sia per la possibilità di vedere alla partenza di questa gara atleti provenienti da Paesi che esprimono grandi valori nelle Olimpiadi estive, ma che in inverno non possono essere presenti o non possono esprimere le loro qualità agonistiche, si pensi al Kenia o all’Etiopia per citare solo i casi più importanti.

Al via della manifestazione 300 atleti, tra i quali quattro italiani, tutti reduci dall'edizione 2010 della Ciaspolada. Ovvero la bresciana Maria Grazia Roberti, che nello scorso mese di gennaio aveva trionfato sul traguardo di Fondo, la giovanissima Marica Rubino, seconda classificata nella storica gara della val di Non, mentre in campo maschile i colori azzurri sono stati rappresentati da Antonio Santi e Davide Milesi, ex olimpionico ad Atlanta, che avevano chiuso rispettivamente al quinto e sesto posto la 37esima Ciaspolada. Presente anche il neozelandese Jonathan Wyatt, vincitore dell'ultima edizione, che ha raggiunto il Canada assieme alla moglie Antonella Confortola, azzurra dello sci di fondo.

Per gli atleti italiani è stato un vero e proprio trionfo visto che Antonio Santi ha trionfato in campo maschile davanti allo svizzero Tarcis Ancay e a Jonathan Wyatt. Quarto Davide Milesi. Tra le donne netta affermazione per la scatenata Maria Grazia Roberti che ha preceduto l'americana Keri Nelson e la canadese Syl Corbett.

La Ciaspolada, come ha sottolineato più volte Franco Bragagna, telecronista Rai e storica voce degli sport invernali, ha dunque fatto scuola e la corsa del Trentino, definita dagli addetti ai lavori "a regina delle manifestazioni popolari sulla neve" ha contribuito notevolmente alla promozione di una disciplina che ora vuole fortemente entrare... nell'Olimpo.

La “Ciaspolada” ha aperto la strada, adesso la parola spetta al Cio con il popolo delle ciaspole che sogna una gara a cinque cerchi.

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