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WE ARE DOPING FREE

Sottotitolo: 
Noi di SdM crediamo in uno sport pulito....

Sergio Gavardi
11/11/2013

Per la serie "mettiamoci la faccia", diamo il via ad una rubrica dove i campioni della montagna ci aiuteranno a lanciare messaggi positivi...

Noi di SdM siamo per uno sport puito. Uno sport per il quale è ancora bello emozionarsi. Per questo avvalendoci di selezionati testimonial abbiamo iniziato questa nostra personale campagna contro il doping e creat degli adesivi ad hoc. Siamo partiti con Tadei Pivk. Troverete il suo messaggio in home page, proprio sotto lo spazio dedicato ai sondaggi...

 

Cos’è il doping? Un uso illegale di farmaci o metodi che permette di  avvantaggiare un atleta rispetto ad un altro. Cos’è il doping? Uno strumento che dà un colpo mortale all’etica dello sport, una scorciatoia che può portare alla vittoria, ma anche all’inferno. E’ vero, il doping esiste nella vita di tutti i giorni: non parliamo di epo o ormoni, ma di finanza, politica, convivenza. Purtroppo è insito in una società che azzera la morale, le qualità umane, la socialità per trasmettere valori inquinati e deprimenti.

 

La battaglia al doping è quindi totale e nello sport deve essere combattuta con instancabile vigore. Perché? Forse perché ci hanno insegnato che lo sport ha un’etica? Che nello sport sono la sfida umana, il coraggio, la fatica, il sacrificio il riferimento assoluto?  Sì, anche per questo. Ma soprattutto perché barare è un delitto contro natura, una ferita che penetra nei muscoli e nella mente dell’uomo. Perché è contro te stesso, non contro l’avversario, la collettività e il mondo.

Il doping è nel ciclismo, nell’atletica, nel calcio (in parte) e in tante altre discipline, anche quelle in cui tu non crederesti mai di rintracciarlo (per esempio nella disciplina delle bocce). E negli sport di montagna? Nelle faticose ultra trail? Nelle corse sui sentieri tra spettacolari scenari? Una domanda che non ha risposta (senza adeguati controlli della Wada, l’organismo che ha il compito di monitorare gli sport affiliati al consesso mondiale), o almeno ha una risposta che deriva dalla coscienza di ognuno.

 

 

Quale è il valore di andare in montagna? Banalmente significa incontrare la natura, sfuggire allo stress della città, alle prigioni quotidiane dello spirito. Andare in montagna, sia per chi affronta sentieri non impervi o salite verticali, è qualcosa di profondo. Rappresenta la riscoperta di valori impressi nei nostri Dna, ma sopiti o cancellati. Andare in montagna significa – in ogni dimensione – incontrare qualcosa di intrigante, diverso e puro per il corpo e lo spirito.

 

 

Ecco allora la domanda? Ha senso usare anabolizzanti, medicamenti o altre stregonerie per correre di più, per marciare di più, per sconfiggere la fatica e sentirsi momentaneamente più leggeri e forti. Lo scontro tra il valore della montagna e il valore di ciò che esprimi non può portare al doping. Anzi, dovrebbe cancellarlo, metterlo in un angolo.

 

 

Probabilmente qualcuno sceglierà scorciatoie – in un mondo perfetto vivono anche le deformazioni e le schegge impazzite – ma in questo caso non c’è neppure la motivazione del danaro. Si va in montagna a correre o a scalare solo ed esclusivamente per battere se stessi, anche un avversario che non è mai un nemico, ma un compagno di viaggio (o più forte o meno dotato). Ma se battere se stessi significa scegliere la truffa, non lo si fa contro una collettività che pure vive nel desiderio che tutto sia pulito, ma contro la propria coscienza e la propria anima. Venderla per conquistare un traguardo e per abbatterlo con una piccola impresa che è stata ottenuta scombinando i valori iniziali di tutti, è qualcosa di più pesante nel doping.

 

 

Agli occhi degli altri potranno sembrare uomini migliori, davanti allo specchio saranno i peggiori. Sbirciando tra i partecipanti di qualche corsa in montagna o faticoso ultra trail, si ha la sensazione che la parola doping non esista, che prevalga in tutti i sensi la consapevolezza che il dono di correre in ambienti così gratificanti, non possa essere macchiato da mezzucci da fattucchiere. Si può mentire agli altri, non a se stessi. Probabilmente rispetto alle altre discipline, la montagna è un granitico baluardo morale al doping. Poi gli uomini possono perdersi ed errare, ma la massa ha il potere di coprirli con una coltre di biasimo

 

 

SE ANCHE TU LA PENSI COME NOI E SEI STANCO DI VEDERE MESSE IN DUBBIO LE TUE PERFORMANCE, BEH NON TI RESTA CHE METTERCI LA FACCIA!!!!