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SÜDTIROL DOLOMITI SUPERBIKE 2018 - VILLABASSA (BZ)

Sottotitolo: 
Porro in volata (5 in 5”) si mette dietro l’iridato Lakata e onora la maglia tricolore

7/7/2018

Ben 4.480 bikers e appassionati di mountain bike danno vita ad una splendida giornata di sport...

Due i tracciati, di 60 km e 119 km, percorsi che offrono ai partecipanti emozioni straordinarie con scorci sulle Dolomiti patrimonio Unesco. Accanto ai big della disciplina un autentico esercito di amatori, protagonisti sui due tracciati. 

Il via, di buon mattino, a Villabassa, con gli occhi di tutti puntati su un illustre personaggio, un grande ex, l’australiano Cadel Evans, campione del mondo su strada nel 2009 a Mendrisio, vincitore del Tour de France 2011. Si è iscritto come un comune amatore, ha pagato la quota e si è divertito riscoprendo il gusto di una disciplina che lo ha visto grande protagonista prima di passare alla strada nel 2001, con la conquista di due Coppe del Mondo di cross country. Ha partecipato per tenersi in forma, come tanti altri. Dal punto di vista agonistico, la Südtirol Dolomiti Superbike offre una serie di emozioni forti. L’epilogo del percorso lungo di 119 km, la gara regina, lascia tutti con il fiato sospeso fino agli ultimi metri. All’ultimo chilometro si presentano in cinque, tutti autorevoli candidati al successo finale, tutti lanciatisi a capofitto nell’ultima discesa, affollata di concorrenti del percorso corto. Ci sono due italiani: il neo tricolore Samuele Porro e il vincitore del 2017 Juri Ragnoli, quindi l’iridato austriaco Alban Lakata, il colombiano Paez e il ceco Hynek. Un quintetto racchiuso in appena 5” dopo una gara lunghissima con 3.357 metri di dislivello tra gli splendori dell’Alto Adige, dai caratteristici laghetti di Dobbiaco e Braies alla vista Tre Cime, attraversando i comuni di Villabassa, San Candido, Dobbiaco, Braies e Sesto. Sul rettone d’arrivo, a Villabassa, Samuele Porro del Team Trek-Selle San Marco mette tutti in fila, chiudendo in 4.31’27”. Immediatamente dietro, ad un solo secondo, l’esperto iridato marathon Alban Lakata, austriaco di Linz. Terzo gradino del podio al colombiano Leonardo Paez, vincitore nel 2016, poi il ceco Kristian Hynek e quinto Juri Ragnoli. Più attardato il plurimedagliato belga Roel Paulissen, autore di una prova maiuscola.

 

Cadel Evans è 45° assoluto (5.17’28”) sorpassato negli ultimi metri da Christina Kollmann-Forstner, prima tra le donne e capace di bissare il successo conseguito nel 2015 e di aggiungere un altro alloro, dopo la vittoria nella Hero di quest’anno. La trentenne austriaca precede la campionessa italiana Mara Fumagalli, attardata di quasi 4’, e la finlandese Sini Alusniemi a poco più di 5’. Kollmann-Forstner resta a lungo nel gruppo di testa, alternandosi al comando della gara ad Alusniemi, Gaddoni, Pintaric e Fumagalli. Al chilometro 90 comincia a  costruire il successo, sferrando l’attacco in salita per poi prodigarsi in un forcing decisivo, che la porta a chiudere in 5.17’21”. La tricolore Fumagalli non riesce a rispondere all’allungo, non regge il passo della battistrada e sceglie di proseguire con il proprio ritmo e salvaguardare la posizione, concludendo in 5.22’11”. Alla fine stretta di mano tra Kollmann Forstner e il grande Evans, al quale l’austriaca, nel corso della gara, gridava “prima donna, prima donna” e l’australiano s’è fatto da parte. 

Nel percorso corto di 60 km con 1.785 metri di dislivello la spunta il cellese Marco Rebagliati, che chiude in 2.09”36” tagliando il traguardo con 1’23” di vantaggio sul connazionale Paolo Colonna. Terzo l’austriaco Simon Schupfer (2.11’01”). Solo sesto lo sfortunato altoatesino Klaus Fontana, incappato in una foratura nel corso dell’ultima discesa quando battagliava con Colonna.

Podio tutto altoatesino in campo femminile: Anna Oberparleiter (2.37’56”), seconda agli Italiani e agli Europei Eliminator (dove ha conquistato anche un bronzo) si lascia alle spalle la bolzanina Eva Maria Gatscher (2.42’07”),  abile interprete anche nel motocross, e l’altoatesina della Valle Aurina Elisabeth Steger (2.43’17”).

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